Dove puntiamo i riflettori?

Dove puntiamo i riflettori? Cosa vogliamo parlare oggi? La gente di cosa vuole sentir parlare?

Viviamo una società nella quale l’apparire conta molto di più della realtà. E questo apparire si mette soprattutto in evidenza quando i riflettori vengono puntati su una determinata cosa.

La nostra vita è come un film, ogni avvenimento ha alle spalle una preparazione, c’è un copione ed è tutto studiato nei minimi dettagli. Sembra che stia dicendo cose insensate vero? Eppure non è così.

Viviamo una realtà in cui determinate cose, tranne se vengono messe sotto i riflettori dalla società, vengono lasciate passare come se fosse tutto normale.

Basta scendere e farsi un giro nella città per rendersi conto di come girano le cose realmente. E sono argomenti da sempre esistiti, anche se si tende sempre di nascondere.

Viviamo in un paese dove i controlli non esistono, ognuno è libero di fare qualsiasi cosa. Non ci credete?

Tralasciando quello che viene trasmessa dai giornali e le televisioni, ma dov’è questa sicurezza?

Personalmente non l’ho mai vista. Al di fuori della presenza delle forze dell’ordine e di quelle locali, che svolgono funzioni di controllare il flusso dei mezzi che circolano sulla strade, vigilare e intervenire eventualmente ci sono segnalazioni o comunque eventi particolari, non vedo nessun reale controllo e soprattutto prevenzione.

E’ vero che la libertà personale nel fare le cose è indiscutibile. Ma qui parliamo che le forze dell’ordine sono realmente impossibilitate ad intervenire senza ritrovarsi poi una serie di problematiche legate a leggi, che vanno in contrasto con altre leggi, e che quindi, di fatto, impediscono il reale svolgimento della mansione di intervento e prevenzione.

Quindi andando in giro ci ritroviamo svariati tipi di ritrovi, fatto di ragazzi e ragazze di qualsiasi età, che vanno a creare tanti piccoli ghetti sparsi in qualsiasi angolo della città. In ognuno di esso avvengono cose di qualsiasi tipo, dalla violenza, allo spaccio, all’abuso di alcol, a qualsiasi forma considerata illegale.

Lo stesso scenario lo ritroviamo girando nel centro delle città, si notano le stesse identiche cose, solamente fatte in maniera meno nascosta, o meglio non limitata ai singoli gruppi, ma delimitata nell’area di un locale, barretti, discoteche e qualsiasi altro tipo di ritrovo.

Questa è la realtà. Vedo ragazzi adolescenti che puntano a fare cose da adulti, come tutti noi abbiamo fatto ai nostri tempi, con la differenza che loro sono spinte da mode che spesso vanno oltre i limiti morali.

Sesso, droga, soldi: questi sono i veri ideali dell’attuale generazione. Prendono esempio da volti noti del mondo dello spettacolo e artisti di vario genere. In tanti si lasciano coinvolgere senza pensarci sopra, per il puro divertimento, un po’ come avveniva all’epoca di chiunque sta leggendo questo articolo.

Tutti queste mode non rimangono solo chiacchiere ma vengono realmente applicate, spesso finendo in episodi molto gravi. Si vedono corpi che vengono venduti, consenzientemente, andando oltre a qualsiasi regola morale. Si fa commercio di qualsiasi tipo. Ovviamente non per tutti è la stessa cosa, ma spesso indirettamente ci si viene coinvolti.

Tutte queste realtà, ovviamente, si riversano anche in quella virtuale. Andando quindi a creare mode che catturano anche, soprattutto, tramite il web.

Tutto questo rimane ignoto fin quando un giorno non si accendono i riflettori, e quando si chiudono? La gente si dimentica di tutto.

Quando i computer hanno iniziato a diffondersi, non esisteva nessun tipo di vigilanza, ne leggi che regolavano l’uso di internet, non esisteva nessuna regola che impedisse di fare quello che si voleva tramite internet. Tutto era pubblico e ingenuamente tutti pubblicavano contenuti, anche molto sensibili, in maniera accessibile a chiunque.

Ma all’inizio questa tecnologia non era diffusissima, sia perché ancora in via di sviluppo, sia perché parecchie generazioni erano cresciuti senza la presenza del web e dei social attuali, quindi il mondo di internet era poco popolato. Questo mondo era visto solamente come un qualcosa tramite cui divertirsi, in qualsiasi modo, ma che finiva tutto nel momento in cui si spegneva.

Non si pensava, come ora, a fare “marketing” di qualsiasi tipo. Non si pensava di creare dei veri e propri business online. Però è innegabile il fatto che determinate forme di qualsiasi tipo, insane, sono sempre esistite. Solo che i riflettori non si sono mai realmente accesi.

La violenza, è mai venuta meno? Ci sono periodi dove ne era di meno e altri di più? Per me, secondo il mio parere, praticamente mai. Ne tanto meno esistono periodi differenti. Dipende solo ed esclusivamente dove i riflettori si accendono.

Ci sono varie forme di violenza, che può essere sia fisica che psicologica oppure separatamente. Sappiamo benissimo che la violenza psicologica è molto più dolorosa di quella fisica, ma questo non giustifica che quella fisica sia buona, ovviamente.

Ad esempio: le scuole. Il luogo in cui tutti noi siamo cresciuti vivendo le giornate in quelle 4 mura. Ma mettendo da parte i momenti di studio e di varie attività scolastiche, quanta violenza si consumava in quelle ore scolastiche, nella totale indifferenza del mondo. Parlo soprattutto nelle scuole superiori, dove i ragazzi intraprendono la lunga fase adolescenziale/ribelle del mondo che li circonda.

Anche se l’ipocrisia di queste generazioni non lo ammetteranno mai, sono sempre esistite tantissime forme di violenza, solo che non sono mai esistiti strumenti per fronteggiare. Ne tanto meno i riflettori non si erano mai accesi.

Nel lavoro anche esistono le stesse identiche forme di violenza, solo utilizzate non in maniera adolescenziale. Parliamo di forme di violenza soprattutto psicologiche, che spesso spingono le persone a gesti gravissimi.

La povertà, una realtà sempre esistita, ma mai realmente affrontata. Ci sono svariati casi di povertà, sparsi ovunque a fotocopia, ma generalmente il riflettore si accende solamente nel momento in cui accade qualcosa di grave. L’ipocrisia consiste nell’avere pena, ma non fare nulla di concreto.

Al contrario, la ricchezza genera problemi legati generalmente a gravi dipendenze, che nel corso del tempo possono portare a conseguenze complicate. E spesso ci si riduce a situazioni gravissime.

Esistono costantemente tutte queste realtà, ma l’ipocrisia guarda solo dove i riflettori si puntano.

Viviamo tutti una realtà fatta di situazioni che ci tengono mentalmente impegnati. La vita non è semplice, non lo è mai stata per qualsiasi generazione. Quindi non dico che bisogna mettersi a pensare e stare dietro a tutte queste tristi realtà che ci circondano.

Però mi irrita vedere la parte sorpresa, soprattutto per generazioni non adolescenti, su determinati argomenti. Come se fosse una scoperta. E’ irritante notare come si mantiene una memoria corta su determinati eventi.

Anche certe forme ideologiche politiche, che sono messi sotto i riflettori ultimamente, sembra tutta una forma nuova per tante persone. Quando invece sono realtà sempre esistite, ma costantemente ignorate perché non erano messe sotto i riflettori.

È una ruota che gira, fatta di eventi che si ripetono e vengono riflessi, in maniera aggiornata a passo con i tempi, su tutti noi.

È importante fare una riflessione su questa cosa, per comprendere quanto siamo individuali anche se abbiamo costantemente bisogno di fare “gruppo” ipocritamente, mettendo in evidenza esclusivamente le esigenze personale e ignorando tutto ciò di grave che accade intorno a noi. Soprattutto le carenze e le forme di prevenzione, spesso totalmente assenti, della nostra società.

DomenickStyle

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