Rancore

Ultimamente è percettibile nell’aria un rancore sociale sempre più crescente su diversi temi.

Perché sto scrivendo questo articolo?

Semplicemente volevo dare una voce ai miei pensieri. Non voglio focalizzarmi su un determinato tema sociale, ma voglio parlare del rancore in generale che va poi a scatenarsi, sotto varie forme, in violenza.

Il rancore genera odio e quest’ultimo genere altro odio creando così un circolo vizioso. Ma da dove deriva?

Dagli sbagli. Nella storia dell’umanità sono stati commessi dei gravissimi errori, o orrori dipende a cosa state pensando, ma: chi siamo per giudicare il giusto e il sbagliato? Troveremo sempre chi la penserà diversamente da noi e che inevitabilmente avrà un punto di vista opposto al nostro.

Ma c’è una moralità che, sempre più frequentemente, viene calpestata nel momento in cui si fanno presente interessi personali, generalmente di natura materiale. Per vivere bene su questo pianeta, abbiamo bisogno di seguire delle regole, che vanno a dettare la moralità dell’uomo.

E sarebbe tutto perfetto, se non fosse, che queste regole morali spesso vanno a scontrarsi con gli interessi di determinate persone. Ed è qui che nascono i problemi e i disagi sociali.

Quello che adesso sono diventati un dibattito sociale, tempo indietro era la normalità. Ad esempio la discriminazione delle donne, l’omosessualità, la stessa libertà di espressione era dettata da regole morali, ormai sorpassate e dimenticate, la famiglia aveva un diverso ruolo, la scuola ecc.

La sofferenza non si sente, ma si vede.

Ed è esattamente in questo modo che, silenziosamente, sono venute a galla le più grandi rivolte dell’umanità. Tanti, tantissimi, diritti con la lotta sono stati acquisiti. Spesso rimettendoci la vita tante vittime innocenti.

Ogni paese, purtroppo, in questo mondo non ha la stessa identica emancipazione e tante cose che per noi Italiani rappresenta la normalità, in altri paesi non è la stessa cosa. Ovviamente non sto dicendo che noi siamo la perfezione, ne abbiamo di cose da migliorare, mi riferisco a quei paesi dove, per diversi motivi che in questo articolo non interessa, non sono riusciti ad avere una storia evolutiva.

Ma la società vuol dire prima di tutto convivenza. Ma nella convivenza, a volte, c’è bisogno di rinunciare a qualcosa per favorire il benessere collettivo. Ma questa cosa purtroppo non viene sempre rispettata e si finisce a scontrarsi.

Ma facendo un passo indietro: La sofferenza non si sente, ma si vede.

Attualmente, molto più del passato, c’è una manipolazione di massa molto forte. E tutto questo avviene, a differenza del passato, tramite l’utilizzo del web e, soprattutto, dei social. Ormai è inevitabile negare quanto siano strumenti fondamentali il web e i social, andando a velocizzare e semplificare qualsiasi tipo di processo, come ad esempio la sponsorizzazione, la vendita, la comunicazione ecc.

Ma proprio perché questa tecnologia è diventata una realtà fondamentale per la vita quotidiana di tutti i giorni, i pericoli, ma soprattutto le sofferenze, arrivano molto più velocemente a toccare tutti noi. Concretizzandosi poi nella realtà, sfociando, spesso, in tristissimi episodi.

Il rancore è una conseguenza proprio di questa sofferenza che riguarda diversi temi sociali e che non si possono nascondere.

Reprimere e nascondendo queste sofferenze, per una questione di moralità, si arriva al punto di scoppiare. Soprattutto quando poi nella realtà vengono meno quelle basi fondamentale per vivere una vita dignitosa.

E determinate cose, che adesso apparentemente sembrano delle scoperte, esistono da molto tempo. Parliamo veramente di tantissimi anni, ma per interessi personali, tramite la tecnologia, si sta cercando di creare un allarmismo sociale.

Lo scopo non è solo puntare a marginare determinati fenomeni, ma serve per evitare altre argomentazioni sociali. Oppure per ottenere una notorietà. Ma quello che spesso noto riguardante diversi temi sociali, nel momento in cui finisce la strumentalizzazione, ritorna di nuovo quel famoso silenzio, dove la sofferenza si vede, ma le voci non si sentono più.

Purtroppo, ipocritamente, si tende sempre ad accendere questi riflettori. Ma per chi soffre non cambia esattamente nulla, al contrario, spesso questi riflettori creano solamente altri danni.

Rancore crea altro rancore, ma parliamo sostanzialmente di ipocrisia, la stessa ipocrisia incentivata per moda. In sostanza è tutta una forma di violenza, odio, rancore fatto perché in questo esatto momento storico è incentivato. Ma questo non vorrà dire che lo stesso rancore, in altri tempi, sarà poi cancellato.

Al massimo viene solo nascosto sotto al tappeto. E la storia si ripete, dove il più forte, non solo non comprende e non potrà mai comprendere, ma tenderà sempre a prevalere sul più debole.

DomenickStyle

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