Libertà e cattiveria

Cos’è la libertà? Sappiamo tutti la lezione a memoria, autori, poeti, personaggi famosi hanno dato vita alla creatività per trasmettere questo valore. Eppure c’è bisogno sempre di rinfrescare la memoria riguardante la libertà. Come mai? Ci sono cose che impariamo bene e ce lo ricordiamo a vita, e cose che invece abbiamo bisogno di parlarne, discutere, parlarne, discutere ecc.

Dai rapporti sociali fino ad arrivare alla propria persona, la libertà personale è intoccabile, come lo è quello di impedire la libertà altrui.

Eppure in questo mondo esistono troppi luoghi dove questa parola la conoscono poco o addirittura, per niente.

Quanta cattiveria esiste su questo pianeta? Cosa siamo?

Tutti questi sono pensieri personali, e penso che sostanzialmente tutta questa evoluzione, conoscenze, scoperte scientifiche, tecnologiche e non solo, ci fanno solamente illudere di sapere cosa siamo.

Ritengo che noi non siamo il nulla a confronto del nostro pianeta.

Solo perché sappiamo pensare, parlare e siamo abili nel costruire non vuol dire proprio nulla, rimarremo sempre delle nullità a confronto del nostro pianeta, perché senza l’aiuto delle cose materiali noi non siamo nulla.

Sono crudele? Forse si. Ma quando penso a come abusiamo della nostra ipocrisia nei confronti dell’ambiente, le parole non bastano mai.

Libertà e cattiveria, non possono mai andare d’accordo.

E lo siamo davvero tanto. Ma non mi riferisco a noi come popolo Italiano, ma come popolo di questo Mondo.

Ancora a vedere scene in cui c’è una parte del mondo povera, e una parte in cui rifiuta l’aiuto e l’accoglienza.

E’ orribile una cosa del genere. Rifiutare di aiutare chi disperatamente non ha nulla e cerca aiuto. Non lo accetterò mai.

Come non accetterò mai che esiste una parte del pianeta povera. Noi che viviamo in città fatte di palazzoni, grattacieli, circondati di civiltà, di tutti i beni primari, e dall’altra parte si vive incatenati, schivi di dittature, soppressi da poteri grandi, umiliati per la loro stessa esistenza.

Tutto questo per me è inaccettabile. Lo è e lo sarà per sempre. Lo ripudio.

Attenzione, questi sono discorsi generici, perché se parliamo del “fregare il prossimo” allora il discorso, ovviamente, cambia. Nessuno gli piace essere preso per “fesso”. E ci sarà sempre chi sfrutta ogni singola occasione per crearci business o comunque, nel suo piccolo, arrivare a determinati scopi. Non giustifico determinate azioni come “alzare muri” ovviamente. Ma condanno la totale mancanza di controlli, difesa, sicurezza e tutti quei sistemi, facilissimi da attuare, ma che non si vuole, per impedire che accadono cose spiacevoli.

E’ come la vostra canzone preferita. Se ci levassimo uno strumento dalla base musicale, stonerebbe. Questo accade da sempre tra il “Nord” del pianeta e il “Sud”.

Ecco, appunto, tutto fa riferimento a una cosa: lo Stato. La cattiveria del mondo sta proprio in questo, considerare “casa” il proprio stato o addirittura la propria regione, paese, pezzo di terra in cui è nato.

“a casa mia comando io!” Ovviamente è giusto, da un lato. Ma questo pianeta in realtà non è di nessuno, siamo solo ospiti. Abbiamo creato noi questa cosa della “proprietà privata”. Abbiamo creato noi le “regole” le “culture” il “danaro” ecc.

Il punto sta in questo, che non si considera questo Mondo casa nostra, ma consideriamo casa solamente dei luoghi circoscritti. E in ogni luogo circoscritto ci sono regole diverse. Ecco perché il menefreghismo di ciò che accade “fuori da quei confini” dilaga.

Il mondo gira perché girano i soldi. E più girano i soldi e più questo mondo gira, gira, gira. Le barzellette sono belle, ma la realtà è questo: si nasce, si vive e si muore per i soldi.

In questo pianeta c’è chi è legato a questi soldi e chi purtroppo non lo è (però lo vorrebbe. Anche se non lo è. Non sottovalutate questa cosa.) perché è nato nel luogo sbagliato di questo pianeta. Chi è legato, ragiona, vive e agisce esclusivamente per questo scopo materiale, sentendosi libero di difendersi da chi vuole creare casino in questo sistema.

Chi non è legato invece, si sente libero di tentare la fortuna in qualsiasi modo, scappando, urlando, facendosi notare, tutte cose che arrivano a toccare gli animi di tutti. Ma nessuno rinuncerebbe alla propria “fede” materiale.

Perché mai dovrebbe rinunciare poi? Gli Americani dovrebbero rinunciare al proprio business, andando contro il governo centrale per far cambiare le cose nel mondo? Così gli “Europei” dovrebbero andare contro l’Europa stessa per far cambiare le cose nel mondo? La Russia? E’ un sogno.

La democrazia è quel mezzo per comunicare pacificamente, per arrivare a degli accordi raggiunti con la maggioranza. Tutto vero, ma quando si tratta di business il tempo si ferma. Non esistono argomenti che possono realmente discostare dagli interessi.

La povertà, la precarietà, tutto ciò che tocca la dignità umana. L’essenza dell’uomo stesso, messa allo scuro da un potere solo: il Danaro.

La cultura porta a fare discorsi troppo sconvenienti, che vanno a toccare tasti troppo bollenti. L’unica arma per far mantenere il silenzio o comunque per fare in modo di tenere la massa sotto controllo è una sola e si chiama: Danaro.

Ecco la cattiveria dove esiste. Rancore, quello che si accumula negando questa verità, che porta alla paura, quella che si crea quando tutto inizia a diventare precario e allora non si accetta più nulla, e quindi si inizia con l’ipocrisia, perché lo sappiamo bene che “non bisogna mai farsi vedere deboli” ecc.

Questo stiamo diventando, dal polo nord al polo sud, passando per tutti i continenti.

Libertà e Cattiveria non andranno mai d’accordo.

DomenickStyle

15 pensieri riguardo “Libertà e cattiveria

  1. Sinceramente non credo che ammucchiare tanta gente in un solo posto (spopolandone una e sovrappopolando l’altra) sia una buona idea, così come credo sia estremamente dannoso se anche i Paesi più poveri dovessero raggiungere il livello di consumi e inquinamento dell’Occidente.
    Più che spingere gli altri a consumare maggiormente, sarei portato a educare noi a consumare di meno, molto di meno.
    Decrescita felice, recessione forzata e distribuzione equa delle risorse, e ognuno stia a casa propria.

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    1. Concordo con le tue parole. L’argomento è molto vasto, ma in sostanza mi riferisco al fatto di non aiutare in generale. Questo lo trovo assurdo. Il benessere stesso ci ha reso cattivi stesso tra di noi, nella vita comune. Ma volevo focalizzare soprattutto sul potere dei soldi, che spinge a fare cose assurde, come lo sfruttare tutti i territori poveri e poi fregandosene delle conseguenze. E in tutto questo non esiste nessuna ribellione da parte di nessun paese sviluppato. Si accetta la cosa così com’è, e questo lo trovo di una cattiveria assurda. Ipocrisia. Ci sono popolazione alla totale disperazione o che comunque vivono in una condizione che per l’epoca attuale lo trovo ingiusto. Concordo col fatto che non è una soluzione quello di ammucchiare ovviamente. Ma mettere barriere di qualsiasi genere e continuare a far finta di nulla nemmeno è una soluzione. Ecco come hai detto, ci servirebbe una distribuzione equa delle risorse, ma fin quando esisteranno dittatori e poteri sfruttatori, per me, sono solo belle parole. 😄 L’inquinamento e il consumo estremo delle risorse per me rientra sempre al fatto che non siamo per niente coscienti che “casa nostra” è il pianeta e non solo i confini artificiali fatti ai tempi dei re e degli imperi. Certo ognuno la sua cultura ovviamente, ed è sacrosanto che questa cultura va difesa ognuno nella sua terra di origine, però c’è troppa una visione isolata data dal potere dei soldi. “Ognuno si fa i conti nella propria tasca” come per dire: il mondo sta morendo, che me ne frega io vivo sul pianeta Italia o altro stato. Non mi sto riferendo a nessuna visione politica e simile, sono solo pensieri e ragionamenti così. 🤣 Grazie per il commento! 🙏

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      1. Tra l’altro è lo stile di vita delle persone cosiddette “progredite” (le più consumiste) che spinge le persone a migrare: prima per l’illusione del benessere (illusione perché sfoggiare un iPhone non dimostra niente), secondo per via dei cambiamenti climatici (dovuti anche un abuso delle risorse).
        Aggiungiamo un aumento demografico che non accenna a calare e avremo sempre più persone che vorranno mangiare (e compare un iPhone) e sempre meno lavoratori (perché le multinazionali sostituiranno tutti con le macchine).

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      2. Vabe parliamo di altro 🤣 comunque si questi sono e saranno problemi futuri già preannunciati. Come dire: il futuro ce lo stiamo creando noi. L’aumento demografico non sarebbe nemmeno tanto un problema se cambiassimo cultura sullo sfruttamento delle risorse e non solo. Le macchine lavoreranno per noi, ciò vuol dire che la ricchezza sarà sempre garantita, il problema sta nel distribuirla. Perché non è il problema lavorare o meno, ma il garantire una vita normale, che a parere mio per quanta ricchezza c’è potrebbe essere garantita. (solo che non fa piacere a chi mangia tanto.) La mentalità come hai detto te, purtroppo, non ne parliamo. Aiutano ad arricchire chi sa fare bene il suo marketing. 🤣

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  2. ma sì dai, non fossilizziamoci in discussioni tutto sommato abbastanza sterili, proporrei di procedere ad una bella disanima sulla scarsa resistenza della “forma haiku” nell’epoca del blog selvaggio: l’oggetto ha una sua definizione accettata e condivisa, ma è sotto gli occhi di tutti una sua permeabilità interpretativa, un’evidente fragilità di codifica che genera uno stillicidio di elementi spurii …. stillicidio eh, non omicidio 🤓🤔😵

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  3. Alcuni dicono: ” bisogna assicurare a tutti la libertà. La libertà è di tutti.” Poi però se uno non la pensa come loro allora va cambiato o arrestato o esiliato.
    Dunque ditelo che la libertà è una grande stronzata ( come l’amore) perchè appena uno pone dei limiti già non è più libertà.
    Dunque una grande parola astratta, un concetto che non esiste su questo pianeta.
    Se esistesse la libertà si dovrebbe concedere agli esseri umani anche di esser cattivi o stupidi o ipergelosi o assassini. Ma non va bene questo per la collettività.
    Dunque la libertà non esiste.

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    1. Come dice la stessa parola “libertà” significa non avere nessun tipo di confini con la mente e nelle azioni. Di fatto non esiste niente e nessuno che può limitare il modo nostro (tuo, mio e di chiunque altro) di pensare, dire e fare. Non ho capito a chi ti riferisci di preciso all’inizio, il mio è un discorso generico. Questi sono pensieri, liberi, come qualsiasi persona può pensare liberamente di ammazzare o suicidarsi come qualsiasi altre cose positive o negative per se stessi e per chi gli sta intorno. La libertà non ha forma, ne un concetto univoco, concordo che “non esiste”, perché semplicemente ritengo, che la libertà è personale. Ognuno di noi siamo liberi e con le proprie mani creiamo limitazioni reali o mentali che siano, siamo noi stessi gli artefici della libertà. L’amore, per me, rientra in quello che ho appena finito di dire. Ognuno ama a modo suo, il modo e la forma che va a coincidere con la propria persona (è difficile trovare una persona che corrisponde a se stessi, ma non impossibile.). Pure l’odio di per se può essere visto “liberamente” come forma di amore. C’è chi “mangia” amore e chi “mangia” odio dipende in che modo si è deciso di vivere la propria esistenza, se prolungarla per l’eternità o maturarla col tempo in altre forme. Comunque ognuno la pensa a modo suo. 😊

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